Fuori 3

La vita di 3 ragazzi fuori sede, a Roma !

Un consiglio per superare i quiz al concorso di Roma Capitale

Alle prese con lo studio matto e disperatissimo per 50 POSTI FUNZIONARIO PROCESSI COMUNICATIVI E INFORMATIVI al comune di Roma Capitale, non riesco come vorrei ad aggiornare il blog.

 

Certo che gli argomenti non mancherebbero mai, l’ultima è l’uscita di Elsa Fornero secondo la quale gli studenti italiani sono scarsi in italiano e matematica. Può anche essere vero, così come sono vere le statistiche che ci dimostrano come siamo indietro per numero di laureati rispetto al resto d’Europa. Ma le stesse statistiche ci dicono anche che abbiamo gli stipendi più bassi. Queste non le commenta nessuno? Il problema poi è sempre di tempismo quando si leggono le uscite della Fornero e dei ministri tecnici di questo brillante governo. Sarà vero che i ragazzi e gli studenti italiani sono ignoranti e non sanno far di conto. Ma ti sembra questo il momento per certe uscite?!

 

Nel frattempo la gente si suicida, le aziende chiudono, e questi brillanti tecnici stanno salvando il paese. Meno male, pensa se lo volevano affossare…

 

Qui siamo alle prese con i concorsi pubblici. Funzionario per processi comunicativi e informativi, istruttore amministrativo al comune di Roma, 300 vigili urbani sempre a Roma. Francesco ed io stiamo studiando come matti. Di università nemmeno a parlarne. Il nostro coinquilino Ian in compenso continua la sua vita senza regole di ogni giorno. Mi chiedo talvolta come faccia a non pensare a quello che accadrà un domani.

 

Ecco le domande per il concorso da vigili urbani al comune di Roma ( tanto per rendersi conto)

 

Nei casi in cui non è possibile o non è necessario procedere alla contestazione immediata della violazione, il verbale
deve essere notificato:
A) All’effettivo trasgressore o, quando questi non sia stato identificato e si tratti di una violazione commessa da un conducente di
un veicolo a motore munito di targa, ad uno dei soggetti obbligati in solido entro 90 giorni dall’accertamento.
B) All’effettivo trasgressore o, quando questi non sia stato identificato e si tratti di una violazione commessa da un conducente di
un veicolo a motore munito di targa, ad uno dei soggetti obbligati in solido entro 60 giorni dall’accertamento.
C) All’effettivo trasgressore o, quando questi non sia stato identificato e si tratti di una violazione commessa da un conducente di
un veicolo a motore munito di targa, ad uno dei soggetti obbligati in solido entro 30 giorni dall’accertamento.
D) All’effettivo trasgressore o, quando questi non sia stato identificato e si tratti di una violazione commessa da un conducente di
un veicolo a motore munito di targa, ad uno dei soggetti obbligati in solido entro 120 giorni dall’accertamento.

 

 

Chi può legittimamente avanzare, al Presidente del Consiglio, la richiesta di convocare la Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi Consiliari (art. 22 Reg. Consiglio Comunale)?
A) I Presidenti di Gruppo, rappresentativi di almeno un quinto dei Consiglieri.
B) Almeno un quinto dei Consiglieri.
C) I Presidenti di Gruppo, rappresentativi di almeno due quinti dei Consiglieri.
D) Almeno due quinti dei Consiglieri.
A norma dell’art. 7 dello Statuto del Comune di Roma l’Amministrazione cura l’informazione degli appartenenti alla
comunità cittadina, con particolare riguardo:
A) Alle iniziative relative ai rapporti tra la pubblica amministrazione e gli appartenenti alla comunità cittadina.
B) Alla documentazione riguardante il trattamento economico individuale del personale in servizio e in quiescenza.
C) Ai documenti amministrativi riguardanti sussidi e provvidenze (concessi anche per motivazioni connesse allo stato di necessità
o salute).
D) Alla documentazione relativa a procedimenti sanzionatori di competenza dell’Amministrazione.

 

A norma di quanto dispone il Regolamento del Decentramento Amministrativo, il Municipio, per l’organizzazione e la
promozione di attività culturali articolate in mostre, dibattiti, manifestazioni di arti rappresentative e figurative e
mostre di produzione artigianale, può operare anche mediante la stipula di convenzioni con enti, associazioni,
cooperative e istituti culturali di comprovata esperienza nei rispettivi settori?
A) Si, lo prevede espressamente l’art. 59 del Regolamento.
B) No, può operare mediante la stipula di convenzioni solo per la programmazione e la realizzazione di spettacoli teatrali, musicali
e cinematografici, nonché manifestazioni folcloristiche e spettacolari.
C) No, può operare mediante la stipula di convenzioni solo per la realizzazione di visite guidate e di iniziative tendenti alla
divulgazione e valorizzazione del patrimonio artistico, storico, naturale e paesistico.
D) No, può operare mediante la stipula di convenzioni solo per l’istituzione e la gestione di centri culturali polivalenti municipali.

 

Il D.Lgs. 165 del 2001 “Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle pp.aa.” oltre ad operare una
sistemazione organica e aggiornamento delle leggi vigenti in materia, ha portato a compimento il processo di
privatizzazione del pubblico impiego con la conseguente privatizzazione processuale. Con la devoluzione al G.O. di
tutte le controversie relative ai rapporti di lavoro pubblico. Vedono comunque perdurare la giurisdizione G.A.:
A) Le controversie relative ai rapporti di lavoro degli avvocati e procuratori dello Stato, comprese quelle attinenti a diritti
patrimoniali connessi.
B) Le controversie relative al conferimento e alla revoca di incarichi dirigenziali.
C) Le controversie in materia pensionistica.
D) Le controversie relative ai rapporti di lavoro del personale militare, escluso quello delle Forze di polizia. escluse quelle attinenti
a diritti patrimoniali connessi.

 

E non sono nemmeno le più difficili!

 

Fare il vigile urbano o l’impiegato al comune non è certo l’aspirazione di una vita. Francesco studia economia, io Editoria e giornalismo… Però certe lavori sono comunque buoni. Non lo si può negare. Sarebbe bello condividere questi momenti di speranza e di studio su oltre 1693 quiz ( solo per il concorso per funzionario per i processi comunicativi) con qualcun’altro. Per quanto mi riguarda è un calvario!

 

Aspettiamo poi con ansia i quiz per il concorso da 300 posti per polizia municipale al comune di Roma. Le date del concorso sono già uscite. Aspettiamo di sapere i quiz sperando che non contengano gli stessi errori e le stesse domande sbagliate del concorso per 50 posti per funzionario processi comunicativi e informativi al comune di Roma.

 

Un consiglio per studiare in un attimo i quiz relativi ai concorsi per polizia municipale al comune di Roma e non solo. Vedete quel tasto help in alto a sinistra? Spingetelo e verrà un professore a fare l’esame al vostro posto.

 

In bocca al lupo!

Primo maggio 2012 e il dito medio di Galileo

Il concerto del primo maggio è stato all’insegna della speranza, della passione, del futuro come dicono molti. Giovani senza lavoro, la disoccupazione giovanile che in Italia è arrivata al 36%, la crisi che dilania molte famiglie. Non è stato un bel primo maggio, ha dichirato Elsa Fornero. La festa ed il concerto del primo maggio a San Giovanni è stata sicuramente molto bello.

 

Per un attimo ci si è scordati di tutto. Sull’erba, sotto la pioggia, abbiamo cantato, ballato, riso e scherzato. Ci sono stati anche momenti importanti, come il minuto di silenzio in ricordo delle vittime sul lavoro, le morti bianche. Ma è stata anche la festa della nostra generazione, del nostro tempo, di quelli sbandati alla ricerca del lavoro che hanno una coscienza sociale, sanno divertirsi ma anche riflettere. Certo, poi la festa è festa. Ne sa qualcosa il nostro coinquilino russo, Ian, capace di scolarsi da solo mezza cassa di birra. Fantastico.

 

Cosa è stato per noi passare il Primo Maggio a San Giovanni. Ognuno ha mostrato il meglio di sè. Siamo usciti tutti e tre i coinquilini di questa casa da matti ma Ian dopo mezz’ora era già ubriaco. Credo che non abbia fatto nemmeno in tempo ad arrivare al concerto. Conoscendolo la cosa non mi stupisce nemmeno un po’! Francesco invece ha dato il meglio di sè. Arrivato al concerto abbiamo incontrato alcuni nostri amici e dopo nemmeno mezz’ora Fra già flirtava con un’amica dell’università. Era un po’ che le stava appresso e forse era arrivato il momento giusto. Di solito non resistono a lungo. Poi sono rimasto io, a ballare e cantare con un sacco di amici, molti dei quali conosciuto proprio a  piazza San Giovanni. Ma non sono stato certo quello che si è divertito di meno.

 

Il concerto del Primo Maggio 2012 a Roma è stata la festa di molti, dei 500 mila che come ogni anno ( forse ieri ancora di più) hanno affollato una festa bellissima. Non è stata la festa di molti, delle banche, di chi non sapeva a chi far pagare il concerto, di tanti altri individui che sono i responsabili di questa crisi. Però non erano invitati e chissenefrega. Abbiamo vissuto momenti di grande commozione, come durante il minuto di silenzio in ricordo delle tante vittime sui luoghi di lavoro (“1400 morti l’anno, una Repubblica fondata sulla morte”, recitava uno degli striscioni esposti nella piazza) e di grande divertimento. Come quando è arrivato Caparezza. Stremati, abbiamo riso e ballato sulle note di Il dito medio di Galileo. Andatela a sentire.

 

Il testo di Il dito medio di Galileo di Caparezza:

Accetti ogni dettame…
senza verificare…
ti credi perspicace…
ma sei soltanto un altro dei babbei
e ti bei…(x8)

Una nuova pletora di uomini pecora
con i lupi se ne va senza remora
priva di identità, omini di Legoland la cui regola
è obbedire come un vero clan
pastori cani mi guidano tra le tappe
temono il dito di galileo tra le chiappe
vogliono menti barricate, quali grappe?
e non le mettono al corrente come l’Ampere
devo superare le mie diffidenze
via museo della scienza di Firenze, spranghe
pezze annodate come pretzel
sono Inside Man come Denzel
colpo del secolo, di colpo trasecolo
ho rubato il dito, sei pronto per l’esodo?
sarai libero, mai più Medioevo col dito
medio di Galileo nel didietro

Portiamo il dito medio di Galileo
Portiamolo alla testa del corteo
Nessuno sarà più chiamato babbeo se lo infilerà
nei pressi del perineo
(Galileo Galileo)

Il dito di Galileo assalito nel corteo
diventato mito per alcuni come Clooney George
giù tutti a pecora con i culi nell’apogeo
abbassano i pantaloni, sollevano il pareo
non fa sosta la supposta pop star
gente genuflessa dalla parte opposta
lo sbatte basta non batte cassa
come con una salma esposta
la verità brucia come candeggina
ma vedi qua, noi c’abbiamo vaselina
bagnati le dita e chinati, si si,
prima di rimanere fuori da prenotazioni in agendina
una falange la ti fa la crosta, già
qualcuno ti dirà che sei apostata, ma
prendi lo sapere nello sfintere
è meglio dell’esame della prostata

Portiamo il dito medio di Galileo
Portiamolo alla testa del corteo
Nessuno sarà più chiamato babbeo se lo infilerà
nei pressi del perineo
(Galileo Galileo)

Galileo chi si oppose al tuo genio
fu più vil del coyote nel canyon
se la chiesa ti ha messo all’indice
beh che male c’è tu la metti al medio
le tue pecore si fanno umane
chi se ne frega se si fanno male
vedi quanti culi puoi penetrare
tu che prima li vedevi con il cannocchiale
la cul-tura parrocchiale ha vedute corte ma tu vai forte, fai passi da gigate oltre Coltrane
sveli segreti più di Brokeback Mountain
e non si dica che non hai mosso un dito
altro che dito è dinamite
tu vivrai galileo come quel Galileo messo in croce prima di te…

le accuse contro galileo erano molteplici…leggeva teneva in casa e leggeva libri proibiti..galileo negli ultimi 18 mesi non è andato mai a messa…Galileo convive con una donna…ma soprattuto Galileo fa gli oroscopi a pagamento…e non si è mai confessato…e il Papa si irrita terribilmente

 

Il primo maggio 2012 a Roma è stata il nostro Sanremo. Peccato per gli Afterhours che hanno rifiutato di esibirsi. Ma non ne abbiamo certo sentito la mancanza.

 

 

Bere birra rende le persone più intelligenti

Bere birra fa bene e fa diventare più intelligenti e creativi. Lo dice uno studio della University of Illinois di Chicago che dimostra l’aumento delle facoltà cognitive per chi beve birra.

 

L’esperimento ha dimostrato come chi beve birra ha una migliore capacità di risolvere test e le attività creative siano migliori rispetto a chi rimane sobrio. Gli scienziati hanno così dimostrato quello che molti ragazzi poi sapevano: bere birra aumenta le facoltà mentali. Almeno fino a che non si diventa completamente sbronzi.

 

Chi beve birra campa cent’anni e, anche se fa crescere la pancia, è dimostrato che la birra migliora le capacità logiche. Per dimostrarlo i ricercatori dell’università dell’Illinois di Chicago hanno messo 40 uomini di fronte ad una serie di tre parole, dovendone individuare una quarta che fosse attinente. In classico esercizio di logica in cui trovare le parole in collegamento tra loro.

 

Alla metà dei partecipanti sono state date due pinte di birra, agli altri nulla. Risultato: chi ha bevuto le due pinte di birra ha risolto il 40% in più dei problemi. I bevitori inoltre hanno finito in 12 secondi i loro quiz, mentre per quelli che non hanno bevuto ci son voluti 15,5 secondi. Un risultato schiacciante che dimostra che bere birra fa bene.

 

“Abbiamo riscontrato che le persone con un tasso alcolemico di 0,7 erano le peggiori in quanto a memoria, ma i migliori per quanto riguarda problemi risolutivi e attività creative”, asserisce lo psicologo Jennifer Wiley che ha riportato il risultato ottenuto sul sito della Federation of Association in Behavioral and Brain Sciences (FABBS).

 

Con questo test si è dimostrato che bere birra rende il cervello più creativo ed aumenta la possibilità di risolvere problemi attraverso un miglioramento delle facoltà cognitive. L’ennesimo esame di una lunga serie che dimostra che bere birra fa bene all’intuito, alle ossa, al diabete e per una serie di altri motivi. Una ricerca dell’Università di Barcellona ha dimostrato che un consumo moderato ma costante di birra aiuta a perdere peso e constrasta il diabete, oltre a tenere bassa la pressione. Non credo che se ne vedano gli effetti sul girovita però.

 

Bere birra fa bene quindi, rende più intelligenti e porta dei benefici impensabili ( specie per chi, quando beve birra, non si ferma certo ad una pinta). Sull’ADA Times, la rivista ufficiale dell’American Dietetic Association, viene spiegato che un bicchiere di birra ha meno calorie di un bicchiere di vino, è ricco di fibre alimentari. La birra veicola vitamine del gruppo B e minerali come potassio, magnesio e fosforo, ma anche selenio e silicio, che hanno effetti antitumorali e migliorano la resistenza delle ossa.

 
La birra infine è ricca di xantumolo, un particolare tipo di polifenolo con azione antitumorale. Chi beve birra, con moderazione,  è meno soggetto all’incidenza di calcoli biliari e di calcoli renali, soffre meno di diabete di tipo 2 e incorre con meno frequenza  nelle deficienze cognitive in età avanzata. Certo, bisogna bere con moderazione.

 

I ricercatori hanno così dimostrato quello che Baudelaire ed Hemingway sapevano bene: sobrietà non fa rima con creatività ( oddio veramente la fa, ma non fa nulla). Bere birra non fa male quindi ( a meno che non si beva birra scaduta forse). Certo, chi beve ha difficoltà maggiori sul piano memonico. La memoria della persona che ha bevuto non sarà mai come quella della persona sobria. Ma è stato dimostrato che chi beve ha un intelletto più sviluppato, maggiore capacità di risolvere i problemi ed un intuito migliore. Questo dimostra anche l’importanza dell’intuito sulla concentrazione.

 

Avete mai provato da ubriachi ad attaccare un discorso con una turista in inglese? Non vi siete stupiti delle vostre capacità nonostante in quel momento non ci capiste nulla?  E magari nonostante, come me, siate una zappa in inglese? Ecco spiegato il perchè!

 

Detrazioni canoni affitto studenti fuori sede

soldiblog.it

Detrazioni per gli affitti pagati da studenti fuori sede anno 2012.  La legge finanziaria del 2007 prevede, al comma 319, la detraibilità IRPEF al 19% dell’importo del canone di locazione derivante dai contratti stipulati o rinnovati ai sensi della legge 431/1998 da studenti universitari fuori sede.

 

Come scaricare dal 730 l’affitto degli studenti fuori sede:

La normativa di riferimento per scaricare gli affitti sostenuti da studenti fuori sede ancora a carico dei genitori è sempre la 341/1998, valida per le dichiarazioni fatte nel 2011. La detrazione spetta anche se il contratto di locazione è intestato al genitore che sostiene la spesa. Infatti ai sensi del comma 2 art. 15, l’agevolazione fiscale spetta anche nel caso in cui l’affitto è sostenuto nell’interesse di famigliare a carico

 

Per beneficiare della detrazione fiscale per il canone di affitto, è necessario che lo studente fuori sede risieda in una provincia diversa rispetto a quella in cui si trova l’università, in un comune distante almeno 100 km da quello in cui risiede lo studente.

 

Per verificare tale requisito bisogna considerare qualsiasi via di comunicazione, stradale o ferroviaria, e vedere che la più breve abbia una distanza pari o superiori ai 100 km. Soltanto a queste condizioni è possibile scaricare il contratto d’affitto sostenuto dallo studente.

 

Le detrazioni fiscali per i canoni di locazione non spettano agli affitti pagati per studenti che risiedono all’estero o per sublocazioni, in quanto non previste dalla normativa 431/1998 in materia di contratti di affitto. L’importo detraibile è al massimo 2663 euro effettivamente pagati.

 

Può scaricare l’affitto dal 730  il genitore che ha sostenuto la spesa per il figlio a carico. Se l’affitto è intestato allo studente allora la spesa va ripartita tra i due genitori, mediante documenti che provino la spesa effettivamente sostenuta.

 

La documentazione necessaria per le detrazioni di imposta sono il contratto di affitto e le ricevute dei canoni pagati.

Test ammissione medicina e le facoltà a numero chiuso

Sono e saranno i test a condizionare la nostra vita da studenti universitari e non solo. Era l’11 aprile quando 9000 studenti hanno bloccato Roma Nord per partecipare alle prove di ingresso della facoltà di medicina dell’università Cattolica. 22 chilometri di fila lungo l’Aurelia fino a Fregene hanno paralizzato il traffico della capitale.

 

Due ore, 120 quiz tra psicoattitudinali e di lingua inglese per conquistare uno dei 300 posti di Medicina e 25 di Odontoiatria. 9000 ragazzi per 300 posti. E non è il solo. Il test di ingresso per la facoltà di medicina dell’università Cattolica di Roma è solo il primo di una stagione di test, prove ed esami che gli atenei hanno reso obbligatori per accedere ai corsi a numero chiuso per il prossimo anno accademico.

 

Si va da Medicina a Giurisprudenza, passando per Economia, Scienze Politiche, Scienze della comunicazione e via discorrendo. Non c’è più un solo corso ad iscrizione libera, solo corsi a numero chiuso. Il perchè? Sicuramente il grande afflusso di giovani e l’esigenza di mantenere determinati standard accademici. Ma c’è altro.

 

Da un parte non è possibile sostenere l’iscrizione di 9000 studenti per la facoltà di medicina della Cattolica di Roma. Chiaro che bisogna fare una selezione. Ma dall’altra non è possibile che per corsi dove la frequenza non è obbligatoria non ci sia la possibilità di iscriversi normalmente, studiare a casa e conseguire una laurea. L’università non è obbligatoria, ci ha risposto una volta un professore. Non è così, deve essere aperta a tutti.

 

Il fatto è che i test di preselezione ai corsi universitari sono un grande business. I test di ammissione sono stati reintrodotti dalla legge n. 264 del 2 agosto 1999 che prevede che i seguenti corsi siano  numero programmato:

 

- i corsi di laurea in medicina e chirurgia
- in medicina veterinaria
- in odontoiatria e protesi dentaria
- in architettura, in scienza della formazione primaria
- i corsi universitari di nuova istituzione o attivazione per un numero di anni corrispondente alla durata legale del corso
- i corsi o le scuole di specializzazione individuate da specifici decreti; le scuole di specializzazione per l’insegnamento secondario; i corsi di formazione specialistica dei medici; le scuole di specializzazione per le professioni legali

 

Le cose cambiano con la legge di riforma del sistema universitario all’art. 6 del D.M. 3 novembre 1999 il testo di legge dice:” Per essere ammessi ad un corso di laurea occorre essere in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o di altro titolo di studio conseguito all’estero, riconosciuto idoneo. I regolamenti didattici di ateneo, ferme restando le attività di orientamento, coordinate e svolte ai sensi dell’articolo 11, comma 7, lettera g), richiedono altresì il possesso o l’acquisizione di un’adeguata preparazione iniziale. A tal fine gli stessi regolamenti didattici definiscono le conoscenze richieste per l’accesso e ne determinano, ove necessario, le modalità di verifica, anche a conclusione di attività formative propedeutiche, svolte eventualmente in collaborazione con istituti di istruzione secondaria superiore. Se la verifica non è positiva vengono indicati specifici obblighi formativi aggiuntivi da soddisfare nel primo anno di corso. Tali obblighi formativi aggiuntivi sono assegnati anche agli studenti dei corsi di laurea ad accesso programmato che siano stati ammessi ai corsi con una votazione inferiore ad una prefissata votazione minima.

 

La legge prevedeva quindi dei corsi per sondare le conoscenze minime richieste, da integrare successivamente con dei corsi o dei debiti formativi. Le cose cambiano con l’introduzione del bollino blu della Moratti che obbliga quei corsi con strutture e docenti insufficienti rispetto al numero degli iscritti o sdoppiano il corso o sono costretti a reinserire il numero programmato pena eliminazioni dei finanziamenti statali.

 

Nascono e si definiscono così i test di ingresso alle facoltà ed ai corsi di laurea. Il fondamento giuridico per il numero programmato ed i test di ammissione all’università è la legge 264/1999 ma storture e modifiche hanno portato ad un mostro che ogni hanno assorbe la vita di giovani studenti, alle prese con la scelta dei corsi di laurea, di una carriera di studio, di una vita. Importante diventa anche scegliere corsi alternativi, nel caso in cui non vada bene il test di ingresso per la facoltà prescelta.

 

E così, in epoca di tagli alla ricerca ed all’unversità, la tassa di 33 euro  per ogni singolo test diventa un introito importante per gli atenei sempre alla ricerca di fondi. Ogni studente che esce dal liceo è obbligato a sostenere chiaramente più di un esame, per provare ad entrare in quel corso laurea tentando in più facoltà o provando diverse strade. Un business milionario, tra tasse e soldi che entrano negli atenei universitari e libri per prepararsi ai testi di ingresso.

 

Bisogna eliminare i test di ammissione e le facoltà a numero chiuso. Così l’esigenza di soldi e la necessità di entrare all’università stritola milioni di ragazzi ogni anno, passando per centinaia di euro di tasse, viaggi e file chilometriche, ansie, una trafila di quiz e domande che ci perseguiterà tutta la vita, passando dai test di ingresso per l’università fino ai concorsi pubblici di un domani.

 

Una vita passata sui test, che cominciano all’esame di maturità per non finire mai.

In Italia cambia tutto per non cambiare nulla

Piccole grandi riflessioni di tre giovani ventenni…

Affinche’ tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi Una delle frasi più celebri pronunciate da Tancredi nel romanzo “Il Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa, uno dei padri della patria insieme a De Roberto.

 

Tasse corruzione e crisi: scoppia tutto!

 

Questa settimana abbiamo sentito parlare di tantissime cose: la riforma dell’articolo 18, lo spread in rialzo, le dimissioni del nostro giovane idolo Renzo Bossi, la tassa da due centesimi ad sms per finanziare la protezione civile…

 

Abbiamo sentito parlare di tante cose ma non ne abbiamo vista una che sia cambiata veramente.
Abbiamo sentito parlare dei milioni spariti da Lusi, dei soldi investiti in Tanzania da Belsito, abbiamo sentito i segretari dei partiti di maggioranza dichiarare che la legge sul finanziamento pubblico ai partiti sarebbe cambiata, che i soldi erano giusti ma dovevano essere più trasparenti… Ma alla fine cosa è cambiato?

 

Abbiamo assistito all’infezione di 600mila pc Mac, la liberazione di Bosusco e la rissa Centurioni vs vigili urbani di Roma. Anche qui, cosa è cambiato? Così come per le 20 tonnellate di greggio nel golfo di Taranto, i soldi che piovono sui partiti che sono sempre più ricchi, ma gli italiani sono invece sempre più poveri.

 

Sembra che da un momento all’altro debba scoppiare tutto mentre invece… Non cambia nulla. Abbiamo fatto un link ad un editoriale di Mario Sechi che abbiamo letto il 13 aprile sul Tempo e ci fa rabbia leggere certe cose, perchè ti ricorda come stiamo e di chi è la colpa. La nostra. Ma non facciamoci illusione, qui sembra che le cose debbano cambiare da un momento all’altro ed invece non cambia assolutamente nulla.

 

L’impressione è che nel susseguirsi di notizie, lanci di agenzie di stampa, articoli, news e quant’altro alla fine non accada mai nulla che cambi davvero le cose. E così, in una tranquilla domenica pomeriggio, cercando di riprendersi dalla sera di ieri e preparando la cena di questa sera, assistiamo distratti al fluire vorticoso del nostro paese che altro non è che in una stasi assoluta. Malato terminale.

 

In Italia cambia tutto per non cambiare nulla. Era vero allora, lo è ancora di più oggi.

 

Buona domenica a tutti

Riforma art 18 dello statuto dei lavoratori, come cambia il mercato del lavoro

vauro.globalist.it

Il testo di riforma Monti dell’art.18 e del mercato del lavoro è approdato alle camere dopo mesi di batti e ribatti e contrattazioni tra governo e sindacati.

 

La novità più importante è il reintegro del lavoratore al posto dell’indennizzo, ma il testo di legge punta a riformare molti altri aspetti del mercato del lavoro.

 

Cosa cambia sull’art.18 dello statuto dei lavoratori

 

Con l’ultima bozza del governo Monti è stato inserito il reintegro in caso di licenziamento illegittimo. Ecco cosa cambia sul fronte della riforma del lavoro. Se il licenziamento per motivi economici è illegittimo per “manifesta insussistenza”, il giudice potrà reintegrare il lavoratore. In tutti gli altri casi di licenziamento per motivi oggettivi senza giusta causa, scatterà un’indennità tra le 12 e 24 mensilità, fissata dal giudice in base all’anzianità e ad altri parametri.

 

La differenza sostanziale sta nel fatto che, mentre prima della riforma del governo Monti il reintegro scattava in automatico ed era il dipendente a scegliere eventualmente l’indennizzo, ora in caso di licenziamento ci sarà un indennizzo stabilito dal giudice ed il reintegro scatta solo se il giudice trova che i motivi addotti dall’azienda sono manifestatamente insussistenti. Nella tabella qui di seguito, presa da Repubblica.it, sono spiegati gli aspetti della riforma Monti che di fatto rivoluziona l’art. 18 dello statuto dei lavoratori

 

 

 

COM’È OGGI COME SARÀ
Licenziamento individuale per motivi economici
Il licenziamento individuale per motivi economici, riconosciuti come validi, è già previsto e non dà diritto né al reintegro né all’indennizzo. Non cambia
- applicabile fino a 4 dipendenti nell’arco di 120 giorni
Se il giudice ritiene non valido il motivo economico addotto dall’azienda, può decidere il reintegro del lavoratore. Sarà il dipendente, nel caso, a scegliere in alternativa l’indennizzo. Se il giudice ritiene non valido il motivo economico addotto dall’azienda, dovrà decidere per l’indennizzo economico, che sarà tra le 12 e le 24 mensilità in base alle dimensioni dell’azienda, dell’anzianità del lavoratore e del comportamento delle parti nella fase di conciliazione.
L’unico caso in cui il lavoratore avrebbe diritto al reintegro è se il giudice trovasse che i motivi addotti dall’azienda sono “manifestamente insussistenti”

L’onere della prova è a carico dell’azienda. Se il giudice valuta che le motivazioni economiche nascondo motivi discriminatori o disciplinari, si ricadrà nei casi qui di seguito. Non cambia

Licenziamento per motivi disciplinari Se il giudice riconosce validi motivi disciplinari, non scatta né il reintegro né l’indennizzo Non cambia
Come per i licenziamenti per motivo economico, il giudice che ritiene non valido il motivo disciplinare addotto dall’azienda, può decidere il reintegro del lavoratore. Sarà il dipendente, nel caso, a scegliere in alternativa l’indennizzo. Di fatto, oggi non esiste differenza Il giudice avrà di fronte due alternative:
1. se il fatto imputato al lavoratore non sussiste, o non è stato commesso dal lavoratore o se è un motivo punibile con una sanzione conservativa (secondo i contratti di settore), allora deciderà per il reintegro, in aggiunta al pagamento della retribuzione per tutto il periodo tra il licenziamento e il reintegro stesso.
2. in tutti gli altri casi di motivo ingiustificato ci sarà l’indennizzo, che lo stesso giudice stabilirà tra le 12 e le 24 mensilità in base alle dimensioni dell’azienda, dell’anzianità del lavoratore e del comportamento delle parti

Licenziamento per motivi discriminatori Se il giudice non riconosce la discriminazione, il licenziamento resta valido Non cambia
 - Si applica anche alle aziende con meno di 15 dipendenti Il lavoratore può impugnare il licenziamento e deve dimostrare davanti al giudice che è stato discriminatorio. Se il giudice ritiene fondato il ricorso, annulla il licenziamento e reintegra il lavoratore. Il lavoratore può decidere di optare per un indennizzo di 15 mensilità.

 Fonte: La rePubblico

Ma la riforma dell’art18 è solo uno degli aspetti della riforma del mercato del lavoro, che tocca anche altri punti:

Contratto a tempo determinato
Stop al primo contratto anche senza la causale

Una delle novità più importanti riguarda i rapporti di lavoro a termine. Il primo contratto a tempo determinato, che non duri più di sei mesi, potrà essere sciolto anche senza bisogno di indicare il motivo preciso del licenziamento.

 

Il periodo di tempo tra un contratto a termine e l’altro viene alzato da dieci a sessanta giorni e da venti a 90 giorni, a seconda della durata del contratto(meno o più di 6 mesi). Dopo 36 mesi di contratti a tempo determinato, scatta infine l’assunzione definitiva (questo è così anche adesso). Previsto un aumento dei costi per i contratti a tempo determinato.

 

Apprendistato
Tre anni di paletti meno rigidi, privilegiato chi fa assunzioni
L’apprendistato ( fino ai 29 anni) rimane il canale prilvilegiato per l’inserimento nel mondo del lavoro. Viene inserita una durata minima del contratto di sei mesie sale il rapporto tra numero di apprendisti e lavoratori specializzati che l’azienda può assumerere. Il periodo di apprendistato dura 3 anni, poi si trasforma in un contratto a tempo indeterminato se l’azienda vuole.

 

Partite IVA
Un anno per regolarizzare le finte partite IVA
I requisiti per la regolarizzazione sono 3: una collaborazione che dura più di sei mesi nell’arco dell’anno e che determina più del 75% dei ricavi del lavoratore e la postazione del lavoro presso una delle sedi del committente. Se ricorrono almeno due di questi presupposti, si presume un rapporto di collaborazione coordinato e continuativo e non autonomo e occasionale, come dovrebbe essere.

 

Ammortizzatori sociali
Arriva l’assicurazione sociale ma sarà a pieno regime nel 2017
Il nuovo ammortizzatore sociale si chiama Aspi, l’Assicurazione sociale per l’impiego. Partirà solo dal 2017 e sarà finanziata da un aumento sulle imposte sui contratti a termine. Per chi non ha i requisiti per l’Aspi (un anno di contribuzione negli ultimi 2 anni) ci sarà la mini-Aspi: l’importo sarà più basso (al massimo 1.119 euro lordi per 12 mesi, 18 mesi per gli over 55). Ma la cosa più importante è che sarà riservata a chi ha un contratto di lavoro subordinato, non ai precari.

 

Donne e dimissioni in bianco
Sanzioni fino a 30mila euro per le “dimissioni in bianco”
Sarà forse la battaglia più difficile, la lotta contro le dimissioni “consensuali” delle lavoratrici durante il periodi di maternità, che da ora in avanti dovranno essere convalidate dal servizio ispettivo del ministero del Lavoro. Chi userà le dimissioni o la risoluzione consensuale del contratto in maniera impropria ( una pratica che colpisce non solo le mamme incinte ma anche molti altri lavoratori) commetterà un reato e sarà punito anche con una sanzione amministrativa da 5 mila a 30 mila euro.
Aspettando di sapere cosa rimarrà della riforma del lavoro dopo il passaggio alle camere, si tratta in ogni modo di un testo di legge e di riforma del mercato del lavoro davvero molto importante. Qualcosa che non eravamo più abituati a vedere da molti anni.

 

L’aspetto riguardante la riforma dell’art 18 è forse marginale rispetto alla portata dei cambiamenti che il governo Monti vuole fare sul mercato del lavoro. Le dimissioni in bianco, i sussidi di disoccupazione ma anche i limiti all’utilizzo dei contratti a termine sono centrali per i giovani e le generazioni martoriate dalla piaga del precariato.

 

Quello che c’è di nuovo nel percorso della riforma del mercato del lavoro è stata sicuramente la vittoria del sindacati nella possibilità di reintegro del lavoratore licenziato senza giusta causa e senza i fondati motivi economici. In realtà la differenza è sottile, perchè mentre nella prima bozza Fornero era previsto il solo indennizzo e la riconciliazione tra azienda e dipendente, ora è stata introdotto l’obbligo del reintegro ma solo se il giudice trovasse che i motivi addotti dall’azienda sono “manifestamente insussistenti”.

 

L’art. 18, lo ricordiamo, riguarda solo le aziende con più di 15 dipendenti. E fino ad oggi con la chiusura delle attività e il precariato selvaggio le aziende hanno sempre trovato il modo di licenziare ed evitare di assumere. Altrimenti non saremmo arrivati al punto in cui siamo. La possibilità di licenziare senza il reintegro per i motivi economici è stata una prospettiva appetitosa per chi – vedi Confindustria – voleva levarsi l’ultima palla al piede per licenziare il lavoratore.

 

In realtà, come specificato dalla stessa Marcegaglia sul Corriere della Sera, con le ultime modifiche la sostanza cambia poco. L’art. 18 dello statuto dei lavoratori che prima tutelava il lavoratore obbligando il datore di lavoro, in caso di licenziamento senza giusta causa, al reintegro, ora prevede l’indennizzo e non più il reintegro. Se l’azienda va male e non cresce, scattano i licenziamenti. Dal giucice magari nemmeno ci si arriverà, perchè ci si accorderà prima in sede di conciliazione, come ha specificato lo stesso Monti.

 

Quindi, di fatto, dalla prima alla seconda bozza di riforma del mercato del lavoro cambia poco. Le tutele del lavoratore diminuiscono a fronte di un uso maggiore della conciliazione tra dipendente e azienda e di un indennizzo che andrà tra le 12 e le 24 mensilità. Il reintegro del lavoratore in azienda sarà la soluzione estrema nel caso in cui non sussistano i motivi economici alla base del licenziamento.

 

Però, nonostante ci si sia concentrati in maniera ossessiva su questo aspetto, la riforma dell’art18 rimane un aspetto marginale rispetto a quello che si cerca di cambiare e quello che andrebbe cambiato per dare a tutti possibilità di lavoro e quei diritti che non possono essere negati in alcun modo.

 

Scandalo Lega, si dimette Renzo Bossi

renzo bossi e rosi mauro infophoto

Caso Belsito, Renzo Bossi si è dimesso dalla carica di consigliere regionale della Lombardia. Uno choc che ha seguito le polemiche di questi giorni sull’utilizzo di fondi pubblici dati partiti per investimenti ed esigenze personali della famiglia Bossi da parte del tesoriere della Lega Nord.

 

E così dopo i fondi neri rimediati da Umberto Bossi per il suo partito, le spese private affrontate dalla famiglia Bossi con i soldi dei finanziamenti pubblici dati alla Lega Nord, lo scandalo degli investimenti immobiliari di Rosy Mauro, la macchina affidata al suo segretario particolare, Pier Moscagiuro, i legami con l ‘ndrangheta, gli investimenti in Tanzania dei soldi pubblici e le rivelazioni sconcertanti del tesoriere della Lega Belsito, ora arriva lo choc più duro per i militanti duri e puri della Lega Nord: Renzo Bossi formalizza si dimette.

 

Renzo Bossi ha formalizzato le sue dimissioni questa mattina, al Pirellone, davanti Stefano Galli, capogruppo del Carroccio, dopo la promessa fatta ieri, lunedì 9 aprile al tgcom, in cui aveva annunciato la sua volontà di dimettersi da consigliere regionale. Il figlio di Umberto Bossi, eletto consigliere il 20 aprile 2010, segue il padre, che il 5 aprile si è dimesso dalla carica di segretario del partito.

 

Renzo Bossi lascia la sua carica da consigliere regionale della Lombardia anche a seguito delle dichiarazioni del suo autista personale: “Lo pasturavo io” avrebbe detto ad Oggi.it, raccontando come i fondi pubblici dei finanziamenti ai partiti finivano nelle tasche del giovane rampollo della Lega per le sue spese.

 

Le dimissioni di Renzo Bossi chiudono un capitolo del grande romanzo padano che ha visto come protagonista il giovane figlio di Umberto Bossi. Il delfino – meglio detto il Trota per il fatto di essere stato bocciato tre volte alla maturità – eccelleva nel consiglio regionale Lombardo, nella vita pubblica, nel suo partito. L’erede designato del segretario e fondatore Umberto Bossi lascia creando panico e scompiglio tra la base della Lega Nord.

 

In difesa del “Trota” Renzo Bossi

Una cosa incredibile che noi del sito Fuori3.it respingiamo a priori, in quanto Renzo Bossi, giovane idolo di questa combriccola, non avrebbe mai potuto prendere soldi dati al partito per sostenere le ingenti spese elettorali per scopi personali.

 

Renzo Bossi, lo abbiamo ricordato molte volte, prendeva già 10000 euro al mese come consigliere regionale. Quanto il governatore del Maine Paul LePage, del Colorado e dell’Arkansas messi insieme. Più del triplo di quanto guadagna (66.000 lordi) un deputato all’assemblea della California, Stato che se fosse indipendente avrebbe il settimo Pil mondiale. Ma vi pare che con uno stipendio così uno poi abbia bisogno di altri soldi?! No, Renzo Bossi no. Non lo ha fatto e lo difendiamo.

 

Ma vi pare che uno come  Renzo Bossi avrebbe fatto quanto dichiarato da Alessandro Marmello, autista e bancomat del figlio di Bossi :”«Poteva essere la farmacia, ristoranti, la benzina per la sua auto, spese varie, cose così. Insomma, quando avevo finito la scorta di denaro andavo in cassa, firmavo e ritiravo. Mi è capitato anche di dover fare il pieno di benzina pure per la sua auto privata.”

 

Incredibile. Ma noi non ci crediamo. Il giovane Renzo Bossi infatti si è dimesso per difendersi, senza dubbio. Per questo noi continuiamo a prenderlo come esempio, giovane come noi, guardandolo, imitandolo e cercando un giorno di arrivare a diventare uno come lui. Ci piace ricordarlo così, quando agli albori lo abbiamo preso come nostro idolo e punto di riferimento e da allora non abbiamo mai smesso di arrivare a 22 anni a prendere diecimila euro al mese ed a fare la vita che faceva lui. Un giovane come noi.

 

L’annuncio: «In questo momento di difficoltà, senza che nessuno me l’abbia chiesto faccio un passo indietro e mi dimetto da consigliere regionale» Un eroe. Chi avrebbe fatto altrettanto a posto suo? Ecco il link in cui il giovane Bossi spiega le ragioni delle sue dimissioni. Duro e puro.

 

Stare a casa dei genitori a 25 anni

Leggiamo spesso il blog di Solferino28 e siamo rimasti colpiti da un post con una domanda molto significativa: esiste un’età giusta per uscire di casa?

Ci sono state delle reazioni spropositate a questa domanda.

 

La lettera di Luca, pubblicata il 30 marzo, racconta dei pregiudizi sulla scelta di vivere a casa dei genitori a 25 anni. Per essere maturi serve per forza lasciare la casa dei genitori? A nostro avviso no. Luca è stato attaccato da più parti, etichettato come bamboccione nel migliore dei casi. La cosa ha lasciato mi ha lasciato molto interdetto.

 

Ho letto che sono stati tanti i ragazzi che hanno risposto a Luca, ma anche tante persone che tra i commenti hanno dato vita ad un mondo di piccole e grandi storie che, dietro la decisione di lascire o meno casa dei propri genitori, hanno dimostrato che ci sono tantissime motivazioni ed esigenze che non possono essere generalizzate o valide per tutti.

 

Qui spiego il perchè.

 

Questa è una lettera da Luca a Luca. Io non vivo da solo, ma in compagnia di due splendidi amici, Francesco e Ian. La nostra è la storia di tre ragazzi universitari a Roma. Non sto più a casa dei miei genitori da un po’, ho scelto di venire a studiare a Roma lasciando la Basilicata, terra che amo ma dalle poche prospettive.

 

Non condanno affatto l’idea di vivere a casa dei genitori a 25 anni. Anzi, la considero la normalità.
Parlo con la prospettiva che ogni soldo che chiedo ai miei genitori per l’affitto rappresenta un sacrificio che cerco di ripagare con lo studio. Studio e lavoro così la birra e le uscite con gli amici riesco a pagarmele da solo. Ma non condanno affatto chi, come Luca, ha deciso di aspettare prima di uscire da casa.
La cena sempre pronta, casa pulita, i panni lavati e stirati… Qual’è il problema? Oggi noi tutti sappiamo che la scelta del vivere da solo dipende dalle condizioni economiche. Io e Francesco ci siamo trasferiti qui a Roma, lavoriamo un pochino per pagare le spese, ma l’affitto e l’università ce la pagano i nostri genitori. Non potrebbe essere altrimenti. Cosa dovremmo fare quindi? Lavorare e non studiare per tirare a campare e non gravare sui nostri genitori? Qual’è la differenza tra noi e Luca quindi?
Non capisco come si possa condannare o guardare con pregiudizio chi decide di restare con i proprio genitori a 25 anni. Luca sicuramente studia, ha un lavoro part-time ma se anche l’avesse full-time con difficoltà potrebbe trovare una casa che solo d’affitto non gli levasse tutti i soldi che guadagna. Qual’è il problema quindi? Ha 25 anni, non certo 50.

 

La scelta di vivere e godere della propria vita non può essere attaccata o criticata da chi magari ha fatto scelte diverse. Non esiste un’età giusta per uscire di casa.Vivere da soli però non è solo una scelta importante ma magnifica. La completa indipendenza, il fatto di dover decidere da solo della tua vita, delle tue giornate. Lavare i piatti, il bagno, fare le lavatrici, la spesa… Non ti preoccupare, queste cose noi alla fine non le facciamo quasi mai.

 

L’invito potrebbe essere quello di vedere la cosa in maniera molto più divertente e scansonata di quanto non sembri. Spesso chi parla è frustrato da una vita che non lo soddisfa e cerca di rifarsi su chi ha fatto la scelta che avrebbe voluto fare lui.  Ma attaccarti no, non è possibile farlo.

 

La completa indipendenza non è un obbligo. E soprattutto non c’è un’età prestabilità. Di che indipendenza si parla poi? Economica? Ma allora vive da solo chi se lo può permettere senza gravare sui propri genitori. Per far questo bisogna prima trovarlo un lavoro con una paga decente da pagare affitto e fare la spesa al supermercato.

 

Emotiva? Lasciare la casa dei propri genitori e dimostrare quindi di essere completamente indipendenti? Ma quante delle persone che hanno scritto contro di Luca non si appoggiano ai propri genitori per tenere i figli, andare una volta ogni tanto a pranzo da mamma e via dicendo? Mi chiedo ancora una volta, qual’è il problema?

 

Fai da solo le tue scelte e non considerare chi ti attacca, chi ti da del bamboccione, chi ti dice cosa devi fare. La vita è tua, non di queste persone.

 

L’elenco di social network più completo al mondo

I social network sono lo strumento della nostra generazione. Parlare, condividere file, notizie, foto, tutto questo ha cambiato il nostro modo di comunicare e vedere il mondo

 

I social media rappresentano in pieno la nostra generazione. Ci è venuta, nella rubrica moda e tendenze, l’idea di raccogliere e commentare i principali social network presenti nella rete. Ne è uscita fuori una realtà sterminata, dal semplice Facebook, a Twitter ( ora molto di moda) fino ad un elenco interminabile di social media in continua evoluzione, con milioni di contatti ed utenti che sembrano non poter fare altro che vivere la rete solo attraverso i social network.

 

Qui di seguito l’ elenco completo dei migliori social network con un’appendice sui siti più intraprendenti ed innovativi

 

Facebook http://it-it.facebook.com/  è il social network più famoso del mondo, il più utilizzato, il social media più conosciuto.

 

MySpace http://it.myspace.com/è un must tra noi giovani per caricare foto e video soprattutto

 

Shidonni: www.shidonni.com, social network dedicato agli utenti under 12

 

Anobii: www.anobii.com social network dedicato ai libri

 

Badoo http://badoo.com/it/ molti raccontano di storie piccanti in questa chat di incontri. A me non è mai capitato, forse dovremmo chiedere al nostro coinquilino se alcuna delle sue ragazze le ha trovate qui…

 

Netlog http://it.netlog.com/ creare un blog, caricare video, foto, immagini… Molto completo. Da scoprire

 

Hi5 http://hi5.com/friend/displayHomePage.do : medio…

 

Bamba5 http://www.bamba5.com/ anche questo da provare! Sembra Badoo.

 

Skyrock http://it.skyrock.com/ grande duttilità grafica ma poco tempo per andarci… Chi vuole mi può far sapere

 

Linkedin http://it.linkedin.com/ottimo strumento di comunicazione tra privati ed aziende. Quando finiremo gli esami ci troverete anche lì!

 

LiveJournal http://www.livejournal.com/ diario virtuale. Ma non basta un blog?!

 

LastFm http://www.lastfm.it/ musica. Ma tra noi non suona nessuno. Possibilità di interagire scambiando brani musicali e pezzi di propria creazione

 

Bebo http://www.bebo.com/ : più blogging che social netwok.
Storify compone storie con contenuti tratti da Facebook, Twitter, Youtube, Google, Flickr… Utile a giornalisti e pubblicitari
Elenco dei nuovi social network

Tra i nuovi social network la fanno da padrone gli smartphone ed i tablet con programmi ed applicazione di condivisione e scambio di foto, commenti, notizie.

 

Quora è per l’informazione. Gli utenti possono pubblicare domande e rispondere in qualsiasi momento. Sembra Yahoo Answer

 

Instagram è un’applicazione di condivisione di foto. Per ora solo per smartphone

 

Scvngr è un’applicazione per la geolocalizzazione. Utile per le campagne di marketing

 

Chill.com è simile a Pinterest ma basato su video.

 

Diaspora simile a Facebook ma open source. Protegge la privacy molto più di quanto Facebook non faccia

 

Path social network con massimo 50 amici. Gran cosa…
Ok dobbiamo ammettere che ci dobbiamo fermare qui! Da soli non ce la facciamo e davvero creare un elenco dei social media nella rete si è rivelata un’impresa ardua e forse senza fine.

 

Non abbiamo voluto mettere i vari Twitter, Youtube, Flickr, ecc… ecc… Perchè sono abbastanza scontati. Però compilare l’elenco più completo dei social network nel mondo è compito arduo ed in continua evoluzione.

 

Ci viene in mente che fare un elenco commentato dei social network nella rete sia come contare i pesci nell’oceano.Invitiamo chiunque voglia a commentare o inviare aggiornamenti!

 

Ad ogni modo la selezione è sempre importante e noi ci vediamo qui